Accesso Area Riservata

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere via e-mail tutte le ultime novità sul movimento.










Feed RSS
Tutti

ethos.jpg

Origine

Stampa PDF
In breve, la nascita ed il perchè di questa associazione politico-culturale


Cari amici Siciliani,
.
Gramsci disse: “… Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, crocifiggendo, squartando, seppellendo vivi i contadini poveri che gli scrittori salariati tentarono sempre di infamare col marchio di briganti e di mafiosi …”
Dobbiamo, purtroppo, aggiungere: tutto questo è avvenuto con l’inconsapevole, o comunque ingenuo, avallo del Popolo Siciliano, che si è da sempre fatto prendere in giro da personaggi politici privi di scrupoli, che alla resa dei conti non hanno fatto altro che ingannarlo e calpestarne la dignità.   Personaggi politici che, ahimè, sono stati  sempre gli stessi Siciliani ad eleggerli e, quindi, a buon diritto  essi  pretendono di rappresentarli; si tratta però di ascari che, specie all’ approssimarsi delle varie scadenze elettorali, pur militando nei vari partiti nazionali e pur  dipendendo totalmente dai leaders dei detti partiti politici, si proclamano sicilianisti e, in nome di tale preteso Sicilianismo  e giurando di avere a cuore il futuro dei Siciliani, dichiarano di avere trovato il giusto rimedio  per risolvere i problemi dell’Isola e ricorrono alle più strane e variegate alchimie per farsi rieleggere traendo ancora una volta in inganno il popolo Siciliano.
Lo sviluppo economico che i politici locali succedutisi nel tempo hanno da sempre promesso alla Sicilia,  in  realtà, non c’è mai stato ed anzi l’economia dell’Isola ha sempre più sofferto: ciò, anche perché le risorse economiche dell’Isola sono state sempre sfruttate dai governi romani. Le uniche cose che essi politici sono stati in grado di sviluppare sono stati la disoccupazione e, attraverso una politica di clientelismo assistenziale, il numero degli elettori assistiti, che privati della possibilità di lavorare o di conquistare il benessere per merito, si sono legati al loro carro politico ed hanno loro permesso di garantirsi una stabile collocazione politica e di accrescere il proprio potere; quanto il risultato sia stato raccapricciante lo si comprende solo se si ammette che i politici hanno assunto la veste di benefattori e gli elettori  siciliani quella di parassiti.
È vero che alcuni Siciliani di grande fede e di grande statura innamorati della propria terra hanno fondato partiti e movimenti sicilianisti variegati, ma è altrettanto vero che, quando si sono cimentati nelle varie competizioni elettorali, essi non hanno avuto successo e che, forse anche a causa dell’individualismo che ha caratterizzato i vari movimenti ed i loro leaders,  i   voti ottenuti non si sono mai sommati tra loro ma si sono dispersi generando nell’elettorato siciliano sempre maggiore delusione e sfiducia. Oggi vogliamo che un partito Siciliano forte governi la Sicilia e dia ai Siciliani la dignità di cittadini che partecipando alla vita sociale ed economica della Nazione in maniera attiva e produttiva con pari dignità dei lavoratori delle altre regioni contribuiscano allo sviluppo economico Italiano.
Eppure, nonostante le divisioni dei sicilianisti in mille rivoli e le loro sconfitte, la Sicilia ha necessità assoluta di un partito siciliano e sicilianista, vero ed autentico tutore degli interessi della Sicilia e dei Siciliani; ed è questo partito che deve amministrare, in piena autonomia ma in nome e per conto del Popolo Siciliano, le risorse dell’Isola (così come sancisce lo Statuto del 1946).     La Sicilia deve trovare la propria tutela in un partito regionale avente origini siciliane, retto e diretto da Siciliani che pensano siciliano, parlano e comprendono la lingua siciliana e non prendono  ordini dai partiti nazionali.
Di seguito all’iniziativa di un noto sicilianista,  si è indetto a Castel di Judica un congresso di partiti e movimenti Sicilianisti che hanno deliberato di creare un NUOVO SOGGETTO POLITICO UNITARIO che rappresenti legittimamente le forze sicilianiste ovunque presenti nell’Isola. Si è eletta in quella sede una commissione che ha avuto il compito di trovare una denominazione al nuovo soggetto, di disegnargli un simbolo, di stabilirne le regole di funzionamento attraverso la redazione di uno statuto e di nominarne in via provvisoria i dirigenti.
A Mazzara del Vallo la commissione officiata a Castel di Judica, esaurendo così il suo compito e cessando di esistere subito dopo, ha presentato il nome del nuovo soggetto politico: “MO.SI.F. (Movimenti Sicilianisti Federati)”; il simbolo: la testa alata di Gorgone coronata da serpi e spighe fra le tre gambe che delimitano i colori rosso, giallo e azzurro); ed ha sottoscritto la bozza dello statuto del nuovo soggetto e l’elenco dei nomi di coloro che, ad avviso della commissione, avrebbero potuto esserne i dirigenti.
L’11 Dicembre 2004, infine, si è riunita a Catania l’assemblea dei soci fondatori, ha sottoscritto formalmente l’atto costitutivo del nuovo soggetto ed ha eletto il direttivo centrale di Mo.SI.F., direttivo che ha subito dopo eletto nel proprio seno i componenti del Consiglio di Presidenza e dell’Ufficio di Segreteria.
Mo.Si.F. chiede oggi tutti i gruppi sicilianisti che fin qui non hanno aderito ma che hanno a cuore lo sviluppo della SICILIA ed il futuro del Popolo Siciliano di entrare nella federazione a casa dei SICILIANI e invita i SICILIANI tutti a sostenere con il loro consenso questo nuovo movimento regionale, che alla stregua dei altri partiti regionali che da decenni operano nelle altre “regioni a statuto speciale” si farà carico di battersi perché la SICILIA consegua il massimo sviluppo economico, politico  e sociale.
 

PREMESSA


Quanti siciliani che hanno creduto nelle ideologie della destra o della sinistra oggi, delusi, si ritrovano con in mano un pugno di mosche?
Che cosa ha dato loro il voto che hanno affidato con tanta fiducia al candidato di turno che regolarmente li ha delusi?
Perché la Sicilia, rispetto alle altre regioni italiana deve soffrire una situazione economica così pesante?
E’ proprio vero che otre cinque milioni di abitanti non sono capaci di fare impresa?
La mafia è il cancro siciliano?
Perché ci si aspetta che siano gli altri a risolvere i grossi problemi che affliggono il popolo siciliano?
Può un forte partito siciliano governare in Sicilia?

Cosa fanno i cittadini delle altre regioni a statuto autonomo?
In Italia Regioni a Statuto Speciale sono la Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Sicilia.
Essendo “a Statuto Speciale” queste regioni si trattengono, in percentuali diverse, le entrate fiscali e provvedono in massima parte gestirle.
La loro autonomia dipende da quanta parte di tali entrate  possono gestire. Al Trentino Alto Adige e alla Valle d'Aosta rimane il 90% delle imposta pagate dai cittadini della regione, al Friuli Venezia Giulia ritorna il 60%, alla Sardegna il 70%, alla Sicilia il 100%.   Ciò in base ai riapettivi Statuti Speciali.
Ma gli abitanti del Trentino o della Sicilia sanno perché la loro regione è a "statuto speciale"?
Molti non lo sanno ma in regioni come il Trentino Alto Adige e la Valle d'Aosta paladini dell’autonomia statutaria sono dei partiti regionali, che fanno veramente gli interessi dei propri conterranei e contribuiscono al loro benessere socioeconomico in tutti i modi.
Ad esempio, la RegioneTrentino Alto Adige concede alle imprese locali sovvenzioni a fondo perduto fino al 70%.  in Friuli Venezia Giulia e in Valle d'Aosta è possibile acquistare la prima casa pagando un mutuo agevolato al tasso dell'1%, la benzina ha costi ridotti  ed i ragazzi che frequentano le scuole hanno i libri gratis dalla prima elementare al diploma (di guisa che non gravano sul bilancio familiare) e, poi, se vanno all’università godono (oltre a tutto questo) anche di una borsa di studio e di contributi per viaggio ed alloggio. Un professore, in quelle regioni, percepisce uno stipendio di circa 400 euro al mese più di quello che percepisce un professore suo pari nelle altre regioni italiane. In Sicilia invece (unica regione cui dovrebbe rimanere il 100% delle imposte pagate dai contribuenti e unica regione  produttrice di petrolio) tutto questo non avviene: anzi, Sicilia e Sardegna, sono le uniche regioni a statuto speciale costrette a chiedere allo Stato un contributo per le spese sanitarie (mentre le altre tre provvedono a ciò da sole).

Cosa dobbiamo fare i siciliani tutti per emanciparci?
Mandare al governo della Sicilia un partito regionale forte che non dipenda dalle segreterie romane o milanesi, si faccia paladino delle prerogative statutarie e dia attuazione a tutte le norme dello “ Statuto di autonomia” e garantisca alla Sicilia un futuro dignitoso e prospero attraverso un costante e proficuo impegno politico e dei programmi idonei a rilanciare l’economia dell’Isola.

RINASCITA SICILIANA - MO.SI.F. si batte per restituire, prima di tutto, dignità e orgoglio al POPOLO SICILIANO, impegnandosi fin d’ora ad attuare una politica di sviluppo economico e sociale che porterà, senza alcun dubbio, la SICILIA ai massimi livelli di redditività sì da garantire a tutti i Siciliani una buona qualità della vita  e  benessere.
Ecco i punti salienti del programma dell’Associazione:

  1. Applicazione integrale dello “Statuto di Autonomia”.
  2. Realizzazione di opere di collegamento e di servizi alle imprese (strade,  autostrade, porti, aeroporti, Ponte sullo Stretto di Messina e tutto ciò che potrebbe servire a migliorare i trasposti delle merci da e per il resto della penisola).
  3. Defiscalizzazione dei prodotti petroliferi.
  4. Incentivi a fondo perduto e agevolazioni creditizie alle imprese, con particolare attenzione alle imprese di produzione e alle aziende turistiche.
  5. Assicurazione di un posto di lavoro decoroso e ben remunerato a tutti i Siciliani, in particolare a coloro che versano in condizioni disagiate.
  6. Diritto allo studio con attenzione a chè gli studenti non abbiano a gravare sul bilancio familiare.
  7. Istituzione di corsi di formazione di alto livello per i manager delle nostre aziende e sensibilizzazione del mercato al consumo dei prodotti siciliani.
  8. Realizzazione di centri di eccellenza per la sanità.
  9. Integrazioni alle pensioni con riguardo a quelle più basse.
  10. Assistenza e integrazione sociale degli anziani.
Catania 17. 01. 2005