| 04 Novembre 2011
Appartiene ormai alla consolidata immagine della politica italiana il dare spettacolo d’incoerenza, di sotterfugi ai limiti della decenza, di calcoli di bottega, di intrighi omertosi, di indegni azzuffamenti che niente hanno a che vedere con la sana atmosfera reale e popolare delle “baruffe chiozzotte” di goldoniana memoria.Il problema sorto in merito alla nomina del nuovo Governatore della Banca d’Italia non è derivato tanto dalla difficoltà di far convergere la scelta su un uomo di alto profilo personale e di provata capacità tecnica, quanto dalla insana velleità di taluni etichettati politicanti che hanno tentato, anche in questa occasione, di intrufolarsi nell’apparato istituzionale per sovvertirne, per finalità di parte, le regole e i tradizionali canoni.






