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Brevi considerazioni sul movimento "I Forconi", su Raffaele Lombardo, sul Governo Monti... Stampa PDF

 

Brevi considerazioni su  “I Forconi”, su Lombardo, sul Governo Monti, sui  detrattori della Sicilia e sulle prossime elezioni amministrative.

 

 

 

 

1. La protesta del movimento “I Forconi” e degli altri gruppi ad esso collegati  è sacrosanta, ma non può e non deve finire per arrecare disagi e danni all'economia Siciliana.

Ciò vuol dire che una forte  manifestazione di protesta va fatta, ma essa deve essere mirata a fare capire a tutto il mondo che la Sicilia non è più disposta a ricoprire il ruolo di “mercato di sbocco dei prodotti delle industrie del Nord Italia (o addirittura straniere) né il ruolo di “serbatoio di voti.

I Siciliani devono dimostrare al mondo intero, oltre che al Governo Monti, che non sono più disposti a tollerare ingiustizie né prevaricazioni né disparità di trattamento tra la Sicilia e le altre regioni d’Italia.

La protesta, quindi, per essere efficace, deve  impedire ai produttori del Nord di portare in Sicilia i loro prodotti e deve al tempo stesso impedire alle imprese petrolifere italiane e straniere (che hanno sede legale fuori dalla Sicilia ma operano nelle raffinerie dislocate nell’Isola) di mandare al Nord (ed altrove) la benzina, il gasolio ed i prodotti petroliferi in genere.

BANCA D’ITALIA. L’ULTIMA SCENEGGIATA DI BOSSI & C. Stampa PDF

Appartiene ormai alla consolidata immagine della politica italiana il dare spettacolo d’incoerenza, di sotterfugi ai limiti della decenza, di calcoli di bottega, di intrighi omertosi, di indegni azzuffamenti che niente hanno a che vedere con la sana atmosfera reale e popolare delle “baruffe chiozzotte” di goldoniana memoria.Il problema sorto in merito alla nomina del nuovo Governatore della Banca d’Italia non è derivato tanto dalla difficoltà di far convergere la scelta su un uomo di alto profilo personale e di provata capacità tecnica, quanto dalla insana velleità di taluni etichettati politicanti che hanno tentato, anche in questa occasione, di intrufolarsi nell’apparato istituzionale per sovvertirne, per finalità di parte, le regole e i tradizionali canoni.

Un pericoloso rimedio alla crisi economica. Stampa PDF

Navigando in Internet, e in particolare su FACEBOOK, ho notato in questi ultimi mesi un notevole proliferare di sigle sicilianiste di vario genere. Nel sito del M.I.S., segnatamente, ho avuto modo di leggere numerosissimi interventi di simpatizzanti del movimento indipendentista, inneggianti con toni talora un po’ eccessivi e talora con argomentazioni piuttosto superficiali, alla indipendenza della Sicilia come unico rimedio alla tremenda crisi che ci sta affliggendo ed alla tanto vituperata ed abnorme crescita del debito pubblico nazionale. 

IL VERO CAPO DEL GOVERNO E’ BOSSI. Stampa PDF

Siamo alle strette. La situazione è ormai fuori controllo e sembra sfuggita di mano al tronfio Cavaliere. La conseguenza è che, di fatto e non per investitura, Bossi s’è altezzosamente arrogato il diritto d’essere sempre più determinante circa le sorti di questa sinistrata Nazione che si chiama Italia. Resosi conto del rischio di perdere una buona parte del plagiato e fanatico elettorato della sua Lega, adesso alza i toni anche nei riguardi del suo “amico” Berlusconi, ricorrendo allo spauracchio di “staccare la spina” ai marchingegni parlamentari che tengono artificialmente in vita il governo di cui, peraltro, egli stesso fa parte.

PONTE SULLO STRETTO: il trionfo della Padania, della Lega Nord e di Gian Antonio Stella. Stampa PDF

E’ questo il momento della verità. Stavolta, però, ad essere abbattuto nell’arena non è il toro, ma un sogno, il sogno di costruire un ponte sullo Stretto di Messina: il sogno di Tony Zermo e di tutti quei Siciliani che, intellettualmente onesti e per bene come lui (ma, come lui, anche un po’ ingenui), hanno creduto si fosse finalmente affermata e consolidata la volontà politica di realizzare la più importante delle infrastrutture pubbliche, quella che, consentendo al porto di Augusta di funzionare al massimo delle sue potenzialità e rendendo efficienti i trasporti ferroviari e gommati, avrebbe potuto fare finalmente decollare l’economia siciliana, generando occupazione, turismo e benessere non solo in Sicilia ma anche nell’intero Paese.